Venerdì 2 Ottobre 2026

Il quotidiano di arte e cultura

Mimmo Rotella 1945-2005, Genova Palazzo Ducale (testata destra)

Giuseppe Penone a Doha, dove la materia diventa memoria

7 min di lettura

Al National Museum of Qatar una grande retrospettiva ripercorre quasi sessant’anni di ricerca dell’artista italiano. Dal 26 ottobre 2026 al 13 febbraio 2027, oltre cinquanta opere entrano in dialogo con l’architettura di Jean Nouvel e con il paesaggio del Qatar.

Che cosa accade quando un albero, una foglia, una pietra o un’impronta diventano materia d’arte? È attorno a questa domanda, tanto semplice quanto radicale, che si sviluppa Giuseppe Penone: The Inner Flow of Life, la grande mostra che dal 26 ottobre 2026 al 13 febbraio 2027 porterà al National Museum of Qatar di Doha una selezione di oltre cinquanta opere dell’artista italiano. «Giuseppe Penone: The Inner Flow of Life è un evento di grande rilievo, non solo per Qatar Museums, ma anche per l’intera area dell’Asia sud-occidentale e del Nord Africa – spiegano Hans Ulrich Obrist e Issa Al Shirawi, curatori della mostra. – Offrire ulteriormente al pubblico della regione l’opportunità di conoscere la ricerca di Penone è un raro privilegio e siamo onorati di aver potuto lavorare a stretto contatto con l’artista per concepire con cura questa mostra per il National Museum of Qatar, permettendo alle opere di Penone di entrare in dialogo con l’architettura di Jean Nouvel».

PENONE_007_Rovesciare i propri occhi_c1111_dia©Archivio Penone

La retrospettiva

Secondo il Qatar Museums (QM), la principale istituzione del Paese dedicata all’arte e alla cultura, la retrospettiva dedicata a Penone, curata da Hans Ulrich Obrist, direttore artistico della Serpentine, e Issa Al Shirawi, curatore e responsabile delle mostre internazionali di ALRIWAQ Arts + Architecture, attraversa più di mezzo secolo di attività: dalle opere degli anni Settanta fino alle produzioni più recenti. Sculture, disegni, fotografie e installazioni costruiscono un percorso in cui la distinzione fra naturale e artificiale si fa progressivamente più sottile. È una ricerca profondamente legata alla poetica di Penone, nato a Garessio nel 1947 e figura centrale della stagione dell’Arte Povera. Fin dagli esordi, l’artista ha guardato alla natura non come a un semplice repertorio di forme da riprodurre, ma come a un organismo con cui instaurare un confronto. L’albero, in particolare, è diventato nel tempo una sorta di interlocutore: una presenza capace di rendere visibili il trascorrere del tempo, la crescita, le tracce del gesto e la trasformazione della materia.

PENONE_079_Spazio di luce_c2623_dig©Archivio Penone

A Doha questo dialogo assume una dimensione ulteriore. Il luogo stesso della mostra diventa infatti parte dell’esperienza: il National Museum of Qatar, progettato da Jean Nouvel e inaugurato nel 2019, è ispirato alla struttura della rosa del deserto, una formazione minerale caratteristica dei paesaggi desertici. «The Inner Flow of Life amplia i concetti che hanno ispirato le opere che ho realizzato nel corso della mia vita – spiega lo stesso Penone. – L’osservazione e la comprensione dell’albero come elemento fluido – considerando la sua crescita nel tempo – sono al centro della mia visione della realtà e delle connessioni che la nostra esistenza condivide con il continuo fluire della materia del mondo. L’architettura del National Museum of Qatar di Doha si ispira ai cristalli della rosa del deserto, evocando la vitalità e la crescita insite nella materia minerale. Presentato in questo scenario straordinario, il mio lavoro entra in dialogo con gli elementi naturali del Paese – acqua, sole, vento e sabbia – e con il flusso vitale che essi incarnano».

Cinque padiglioni dedicati a foglie, porcellana, spine, marmo e pelle

Il cuore dell’allestimento sarà il Baraha del museo, trasformato attraverso cinque padiglioni concepiti appositamente per l’esposizione. Ognuno sarà associato a un materiale ricorrente nella ricerca dell’artista: foglie, porcellana, spine, marmo e pelle. Non si tratta soltanto di una suddivisione tematica. I materiali diventano piuttosto strumenti per seguire una riflessione sulla percezione e sulla capacità dell’uomo di lasciare una traccia nel mondo.

Anatomia 6_1994_cod498 – allestimento Tucci Russo Torre Pellice 2000

Le foglie di alloro saranno protagoniste di Respirare l’ombra e Alberi Libro, creando un ambiente nel quale la materia vegetale coinvolge anche l’olfatto. In altre sale, la porcellana e gli ossidi metallici di Propagazione di Sèvres dialogheranno con Propagazione, un grande disegno parietale del 2026 nato dall’impronta digitale dell’artista. Il corpo umano torna così a essere misura e matrice dell’opera: una traccia minima dalla quale può svilupparsi una forma monumentale.

Il rapporto fra corpo e materia prosegue nel padiglione dedicato alle spine di acacia, dove Spine d’acacia – Palpebra sarà accostata al disegno a carboncino Pressione, del 1977. Il gesto, la superficie e il contatto diventano elementi fondamentali di una grammatica artistica nella quale anche il dolore, la resistenza e la fragilità possono essere suggeriti senza essere rappresentati in maniera narrativa.

Fra le opere di maggiore impatto figura Impronte di corpi nell’aria, realizzata in marmo bianco di Carrara e bronzo. Qui il corpo sembra lasciare una presenza nello spazio attraverso l’assenza stessa: ciò che normalmente è immateriale viene trasformato in una forma concreta, mentre il marmo e il bronzo introducono nella composizione la memoria della permanenza e della durata.

Nell’ultimo padiglione, Scrigno mette invece in relazione fogli di pelle e un albero in bronzo dorato, completato da resina naturale. Ancora una volta Penone mette in discussione la separazione convenzionale fra organico e artificiale, fra ciò che cresce e ciò che viene costruito, fra la materia vivente e la sua trasformazione attraverso il gesto dell’artista.

2025-04_Serpentine Galleries_Londra

Altre opere all’Old Palace del National Museum of Qatar

Il percorso non si esaurisce nel Baraha. Altre opere saranno collocate nell’Old Palace del National Museum of Qatar, edificio storico restaurato che un tempo apparteneva a Sheikh Abdullah bin Jassim Al Thani. Nel cortile troverà posto anche la monumentale Thunderstruck Tree, mentre Rovesciare i propri occhi – Cascina Ruffini, una delle opere della fase iniziale della carriera di Penone, permetterà di tornare alle origini della sua ricerca.

Una sezione documentaria raccoglierà inoltre modelli, schizzi, fotografie e studi, offrendo uno sguardo sul processo creativo che accompagna l’artista da oltre cinquant’anni. È un aspetto particolarmente significativo di una mostra che non vuole limitarsi alla celebrazione di opere celebri, ma ricostruire una ricerca fondata sull’osservazione e sulla trasformazione.

Spine_d_acacia_Palpebra_2016_c2461_opera completa

Gli alberi al centro della sua creatività

Il titolo The Inner Flow of Life allude proprio a questa continuità. Per Penone l’albero è un organismo fluido, il cui sviluppo rende percepibile il tempo. La sua crescita diventa una metafora concreta del modo in cui la materia attraversa il mondo e, nello stesso tempo, di come l’essere umano ne faccia parte.

A Doha questa idea assume una risonanza particolare. Acqua, vento, sole e sabbia costituiscono gli elementi di un paesaggio nel quale la materia appare costantemente sottoposta a trasformazione. L’opera di Penone, fondata sulla relazione fra gesto umano e processi naturali, viene così inserita in un contesto geografico e architettonico molto diverso da quello europeo nel quale gran parte della sua ricerca ha preso forma. Anche Idee di Pietra, costituita da due monumentali alberi in bronzo accompagnati da pietre di fiume, estende il progetto oltre gli spazi del museo. Le opere sono state recentemente collocate all’Old Doha Port, creando un ulteriore punto di contatto fra la scultura e lo spazio pubblico.

Il Qatar Creates Fall/Winter 2026-27

L’arrivo della mostra su Penone a Doha, accompagnata da un programma di incontri, proiezioni, workshop, appuntamenti letterari e attività interattivesi, inserisce nella stagione Qatar Creates Fall/Winter 2026-27 e nel più ampio progetto culturale promosso da Qatar Museums, che negli ultimi anni ha costruito una rete di musei, spazi espositivi e iniziative dedicate all’arte contemporanea, al patrimonio e allo scambio internazionale. In questo scenario, The Inner Flow of Life assume una particolare valenza: non soltanto una retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, ma un incontro fra due idee di paesaggio. Da una parte quella dell’artista, che da decenni osserva negli alberi e nei materiali naturali una forma di conoscenza; dall’altra quella di Doha, dove architettura, deserto e memoria culturale convivono in un paesaggio in rapida trasformazione.

Altri articoli in

← Torna alla home

Diego Rivera, Musei Capitolini Villa Caffarelli Roma (articoli)