Mercoledì 7 Ottobre 2026

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Elisa Montessori, una vita nell’arte raccontata a Villa Torlonia

7 min di lettura

Oltre cento opere al Casino dei Principi ripercorrono più di settant’anni di ricerca dell’artista romana d’adozione. Dipinti, disegni, libri d’artista e installazioni raccontano un percorso indipendente tra natura, mito, Oriente e scienza

ROMA — Non è una mostra antologica nel senso tradizionale del termine. È piuttosto un viaggio dentro una vita artistica, attraverso opere che tornano a dialogare tra loro a distanza di anni. Al Casino dei Principi dei Musei di Villa Torlonia, dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027, “Elisa Montessori. Nel corso del tempo” porta in primo piano la lunga e appartata ricerca di una delle protagoniste dell’arte italiana contemporanea.

3_Courtesy l’Artista e Monitor Roma Lisbona_foto di Giorgio Benni

Sono più di cento i lavori esposti, tra oli, disegni, libri d’artista, opere provenienti da collezioni pubbliche e private e interventi realizzati in rapporto agli spazi della villa. Tra le novità della mostra – promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Galleria Monitor. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. – c’è anche una nuova versione di Dafne, realizzata per l’occasione e legata a un’opera del 1977. La mostra nasce dal confronto tra la stessa Elisa Montessori e le curatrici Alessandra Mammì e Federica Pirani. Il risultato non segue una semplice successione cronologica: le opere sono riunite per nuclei tematici, creando accostamenti tra periodi diversi della produzione. Ed è proprio il rapporto con il tempo a fornire la chiave di lettura dell’esposizione. Montessori, nata a Genova nel 1931 e attiva a Roma, ha attraversato decenni di trasformazioni dell’arte italiana senza aderire stabilmente a correnti o gruppi. Ha invece costruito un linguaggio personale attraverso una continua sperimentazione di tecniche, materiali e forme.

5_Courtesy l’Artista e Monitor Roma Lisbona_foto di Giorgio Benni

Una ricerca fuori dagli schemi

La sua vicenda artistica comincia nella Roma del dopoguerra. Dopo gli studi alla Sapienza, Montessori frequenta alcuni degli ambienti più vivaci della cultura romana e si forma anche accanto a Corrado Cagli e ai fratelli Basaldella, diventando allieva e assistente di Mirko. Alla fine degli anni Cinquanta si trasferisce a Milano, dove entra in contatto con la scena culturale della città. Dopo la morte prematura del marito, lo scienziato cinese Mario Tchou, torna a Roma e riprende una ricerca destinata a svilupparsi senza mai rinunciare alla propria autonomia.

Pittura e disegno sono soltanto alcuni degli strumenti utilizzati dall’artista. Nel corso degli anni Montessori si misura con la ceramica, il mosaico, la stampa, differenti tipi di carta e pigmenti, fino al libro d’artista e all’installazione. Una versatilità che non nasce dalla semplice volontà di cambiare tecnica, ma dalla necessità di trovare ogni volta il mezzo più adatto per affrontare un nuovo problema visivo. È questa una delle caratteristiche che rendono difficile collocare la sua opera dentro una definizione univoca. Montessori dialoga con le ricerche contemporanee, ma mantiene una posizione indipendente, alimentata da interessi che vanno ben oltre la storia dell’arte.

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Tra mito, natura e Oriente

Uno dei fili conduttori della mostra è la metamorfosi. Il mito di Dafne, trasformata in albero per sfuggire ad Apollo, diventa anche una metafora del lavoro dell’artista: forme che cambiano, materiali che si trasformano, immagini che ritornano assumendo significati diversi. La natura occupa un posto centrale. Montessori la osserva nei dettagli, ma non si limita alla rappresentazione del mondo naturale. Piante, paesaggi e forme organiche diventano il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra materia, percezione e trasformazione.

Accanto alla natura c’è l’Oriente, studiato attraverso l’arte, la filosofia e la cultura cinese. Un interesse destinato a incidere profondamente sulla sua ricerca e che trova una delle sue espressioni nel lavoro sul segno, sulla scrittura e sul libro. Anche la scienza entra in questo sistema di riferimenti. L’interesse per la fisica e per le teorie contemporanee non viene tradotto in illustrazione scientifica, ma diventa una sollecitazione intellettuale, un modo per interrogarsi sulla materia, sull’invisibile e sulle strutture che regolano il mondo.

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Un’artista presente nelle grandi collezioni

La lunga attività di Montessori ha trovato spazio in alcune delle principali manifestazioni dell’arte italiana e internazionale, dalla Biennale di Venezia alle Quadriennali, fino alla Biennale di San Paolo. Le sue opere sono conservate nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi di Firenze e della Galleria Nazionale di Roma. A Madrid, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, un suo lavoro rappresenta inoltre l’arte italiana. “Elisa Montessori è stata ed è una testimone complessa e completa del nostro tempo, inteso sia come tempo fisico che mentale ed intellettuale.  Dalla profonda spinta sperimentatrice, Montessori ha creato costantemente con tecniche diverse e materiali differenti; le sue creazioni contraddistinguono le più importanti istituzioni museali, come la Galleria degli Uffizi a Firenze e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma – spiega l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. – Siamo felici di poterle dedicare, con il suo prezioso contributo, un percorso espositivo che testimonia l’intero arco del suo lavoro: restituirà più un percorso autobiografico che una cronistoria della sua arte, per accompagnare il visitatore lungo oltre 100 opere attraverso i passaggi cruciali della sua vita e della sua ricerca. La rassegna fa parte di un ambizioso progetto espositivo che ben rappresenta anche il percorso di ricerca sulle artiste contemporanee che la Sovrintendenza Capitolina sta realizzando in questi anni presso i Musei di Villa Torlonia e di cui siamo particolarmente orgogliosi”.

Nel 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Nel 2017 è arrivato il premio internazionale “Leonardo Paterna Baldizzi” dell’Accademia Nazionale dei Lincei per l’opera di pittura. La mostra di Villa Torlonia arriva dunque in un momento importante per la rilettura di una carriera che, pur avendo ottenuto riconoscimenti istituzionali, resta meno facilmente riconducibile alle grandi narrazioni dell’arte italiana del secondo Novecento.

15_Courtesy l’Artista e Monitor Roma Lisbona_foto di Giorgio Benni

Dai dipinti alle parole

Il percorso espositivo non si ferma alle opere. Nella parte conclusiva vengono proiettati tre documenti audiovisivi che permettono di entrare nel metodo di lavoro e nella personalità dell’artista: il film Elisa Montessori di Francesco Vaccaro del 2004, il documentario realizzato nel 2020 da Monitor con intervista di Davide Ferri e regia di Mario Poeta e la videointervista Gli amici di Titina Maselli | Elisa Montessori, curata nel 2025 da Federica Pirani e Claudio Crescentini. “Affiancare Elisa Montessori in questo percorso è stato come attraversare l’evolversi della nostra cultura (e non solamente artistica) dal dopoguerra ad oggi e vederla completata dallo svolgersi di una vita molto intensa, ricca di incontri con figure nodali della storia italiana, letture filosofiche e poetiche, capacità di visioni in anticipo sui tempi – spiegano le due curatrice della mostra Alessandra Mammi e Federica Pirani. – Per questo le diverse sezioni tematiche sulle quali si svolge il percorso della mostra – Metamorfosi, Atelier, Biblioteca, Oriente, Natura – immaginate e realizzate insieme a Montessori, rappresentano un unico itinerario, delle stazioni concettuali e installative, che dialogano con gli spazi di villa Torlonia e col suo giardino. Sono stanze osmotiche tra il dentro e il fuori, tra l’ambiente privato dell’atelier e l’esposizione pubblica delle opere, tra la biblioteca, il libro chiuso e quello aperto, tra l’erbario come teca ordinata e classificata e l’Urpflanze di Goethe – a cui Montessori dedica diversi lavori – quale struttura archetipica da cui derivano tutte le forme vegetali, principio dinamico e creativo”.

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La mostra è accompagnata anche dal primo catalogo scientifico dedicato complessivamente all’artista, pubblicato da Silvana Editoriale. Il volume riunisce saggi, una lunga intervista biografica e un ampio apparato bibliografico e critico, coinvolgendo studiosi di discipline diverse. Una scelta che rispecchia la natura stessa della ricerca di Montessori: accanto alla storia dell’arte trovano spazio la filosofia, la cultura orientale e la scienza. Il progetto prosegue infine con un programma di laboratori e incontri rivolto a pubblici diversi. Monotipo, mosaico, calligrafia e tecniche legate alla cultura orientale saranno al centro delle attività, mentre un ciclo di conferenze approfondirà alcuni dei temi più ricorrenti nel lavoro dell’artista.

Elisa Montessori. Nel corso del tempo
Dal 30 settembre 2026 al 28 febbraio 2027
Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia, via Nomentana, 70 – Roma
Orari: dal martedì alla domenica ore 9.00-19.00; chiuso il lunedì
Info: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)
www.museivillatorlonia.it; www.museiincomuneroma.it;

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