Venerdì 2 Ottobre 2026

Il quotidiano di arte e cultura

Sicilia, oltre 1,5 milioni di euro per il restauro delle dimore storiche

2 min di lettura

PALERMO – Saranno Casa Florio ‘I quattro  pizzi’ dell’Arenella; Palazzo Alliata di Pietratagliata; Villa Spina; Villa Lampedusa e Palazzo Filangeri. E ancora Villa de Cordova di  Sant’Isidoro a Bagheria; Palazzo San Demetrio a Catania; Casa D’Alì a  Trapani e il Castello Baronale di Roccavaldina, in provincia di  Messina, a ricevere i primi contributi della Regione per il restauro conservativo.

Si tratta  di finanziamenti che discendono dalla legge regionale 8 del 2018, grazie alla quale gli assessorati dei Beni culturali e  dell’Economia hanno stanziato – per il triennio 2018/2020 – due  milioni e trecentomila euro. Risorse che serviranno per co-finanziare  le spese sostenute dai proprietari, possessori o detentori a qualunque titolo di edifici dichiarati di importante interesse culturale ai  sensi del codice dei Beni culturali e del paesaggio.

“Con questa iniziativa – ha spiegato il presidente della Regione  Nello Musumeci – la Regione intende fare concorrere anche i beni  privati al patrimonio culturale siciliano. Si tratta di un primo  significativo investimento triennale che intendiamo rinnovare nei  prossimi anni. Il risultato sarà quello di inserire nel circuito della valorizzazione e della fruizione pubblica, attraverso una forma di  partenariato tra pubblica amministrazione e privati, edifici di pregio che raccontano la trama della nostra storia”.

Sono previste opere di restauro, consolidamento, manutenzione  ordinaria e straordinaria nonché lavori di somma urgenza per  l’eliminazione di situazioni di rischio connesse al bene culturale. Possibili anche lavori per la realizzazione di strutture o impianti  volti alla valorizzazione degli edifici. L’abbattimento delle barriere  architettoniche così come  l’efficientamento energetico sono ulteriori  requisiti per l’accesso al finanziamento. I proprietari degli immobili hanno sottoscritto con la Regione un atto di convenzione della durata  di dieci anni con il quale si impegnano a rendere fruibili al pubblico le loro dimore storiche, e a renderle disponibili, almeno una volta al mese, anche per attività didattiche e scientifiche.

Le domande per accedere ai finanziamenti  possono  essere presentate entro il 31 marzo di ogni anno.  La condizione  fondamentale è che siano aperti periodicamente al pubblico e fruibili  da cittadini e visitatori.  La Regione interviene nella misura massima  del 50% della somma richiesta, fino a un massimo di duecentomila euro. 

Altri articoli in

← Torna alla home