Venerdì 2 Ottobre 2026

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Paolini e Bertolo in dialogo all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid

3 min di lettura

Giulio Paolini, Essere o non essere (1994 - 1995; matita su tela preparata e su carta, inchiostro rosso su tela preparata e stampa fotografica, fogli di plexiglass, album da disegno, matita nera; Torino, Fondazione Giulio e Anna Paolini). Foto Luciano Romano

MADRID – L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, in occasione di ARCOmadrid 2025, ospita una mostra che mette a confronto due figure di spicco dell’arte italiana: Giulio Paolini (Genova, 1940), maestro delle avanguardie del secondo Novecento, e Luca Bertolo (Milano, 1968), tra i più rilevanti pittori contemporanei. Curata da Elena Volpato, l’esposizione presenta diciassette opere, spaziando dal 1963 al 2024, per esplorare il sottile confine tra rappresentazione e riflessione artistica.

La mostra si articola in tre sezioni, corrispondenti alle principali sale espositive dell’Istituto. Il percorso mette in relazione il lavoro dei due artisti su temi chiave della pittura e dell’arte concettuale, analizzando il rapporto tra recto e verso della tela, il valore simbolico della bandiera e la rappresentazione dell’assenza. Elementi che, per entrambi, si traducono in un’indagine sulla natura stessa dell’immagine e sulla sua capacità di evocare, piuttosto che di mostrare.

A fare da sfondo ideale a questa riflessione è la vicinanza con un capolavoro della storia dell’arte, Las Meninas di Velázquez, che incarna il gioco di rimandi tra realtà e rappresentazione, uno degli snodi fondamentali della ricerca di Paolini e Bertolo.

Giulio Paolini, L’ospite (1993; fotografia a colori applicata su tela, tele preparate, telaio, sedie, fogli da disegno, 200 x 300 x 300 cm; Torino, Fondazione Giulio e Anna Paolini). Foto Salvatore Licitra
Giulio Paolini, L’ospite (1993; fotografia a colori applicata su tela, tele preparate, telaio, sedie, fogli da disegno, 200 x 300 x 300 cm; Torino, Fondazione Giulio e Anna Paolini). Foto Salvatore Licitra

Giulio Paolini: la pittura come riflessione sull’arte

Giulio Paolini è tra i protagonisti dell’arte concettuale italiana e internazionale. Il suo lavoro si è sempre concentrato sugli elementi costitutivi della pittura, esplorando la relazione tra l’artista, l’opera e lo spettatore. Dai primi lavori degli anni ’60, come Disegno geometrico (1960), fino alle installazioni più recenti, Paolini ha sviluppato una poetica basata su citazioni, frammentazione e gioco visivo, unendo la tradizione classica all’analisi concettuale dell’atto artistico.

Paolini ha esposto in alcune delle più prestigiose istituzioni artistiche mondiali, partecipando più volte alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel. Il suo approccio, che sovrappone memoria storica e smaterializzazione dell’immagine, ha influenzato generazioni di artisti.

Luca Bertolo, Bandiera #23 (2016; olio e acrilico su tela, 70 x 80 cm). Su concessione dell’artista e SpazioA, Pistoia Foto Camilla Maria Santini
Luca Bertolo, Bandiera #23 (2016; olio e acrilico su tela, 70 x 80 cm). Su concessione dell’artista e SpazioA, Pistoia Foto Camilla Maria Santini

Luca Bertolo: l’indagine sulla pittura e il suo significato

Trent’anni dopo l’esordio di Paolini, Luca Bertolo inizia il suo percorso artistico ripartendo da una riflessione sugli elementi essenziali della pittura. Con una formazione iniziale nell’informatica e un successivo avvicinamento all’Accademia di Belle Arti di Brera, Bertolo si confronta con la materia pittorica e il linguaggio dell’immagine, esplorandone i limiti e le possibilità.

Il suo lavoro è una continua oscillazione tra astrazione e figurazione, tra ironia e contemplazione, come dimostrano le sue opere esposte in musei e istituzioni come il MACRO di Roma, il MART di Rovereto e la Fondazione Prada. Le sue tele evocano una riflessione sulla difficoltà di rappresentare la realtà, spesso attraverso il ricorso a cancellature, sovrapposizioni e immagini in divenire.

Un confronto generazionale tra avanguardia e contemporaneità

L’accostamento tra Paolini e Bertolo non si basa su una semplice analogia formale, ma su una profonda sintonia nella concezione della pittura come strumento di indagine e conoscenza. Se per Paolini il quadro è una finestra aperta sulla tradizione e sulla sua continua ridefinizione, per Bertolo esso diventa uno spazio di tensione tra l’immagine e la sua negazione.

Luca Bertolo, Senza titolo/Sin título 24#01, 2024 óleo y acrílico sobre lienzo y marco 235 x 175 cm Colección Libralato, Novara Foto Camilla Maria Santini
Luca Bertolo, Senza titolo/Sin título 24#01, 2024 óleo y acrílico sobre lienzo y marco 235 x 175 cm Colección Libralato, Novara Foto Camilla Maria Santini

L’impegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid

La mostra conferma il costante impegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid nella promozione dell’arte contemporanea italiana. Come sottolinea Susi Baldasseroni, Direttrice ad interim dell’Istituto: «È un grande privilegio per noi poter esporre le opere di due artisti così significativi, che ringraziamo per la generosità e la disponibilità con la quale hanno accettato il nostro invito».

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con contributi critici della curatrice Elena Volpato e testi inediti degli artisti, offrendo un’ulteriore chiave di lettura per comprendere le tematiche affrontate.


Istituto Italiano di Cultura di Madrid

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