Venerdì 2 Ottobre 2026

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Il Corridoio Vasariano ritrova i suoi ritratti

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Continua a prendere forma il progetto di valorizzazione del collezionismo archeologico mediceo voluto dal direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde. Dopo la ricostituzione della sala dei marmi antichi al secondo piano della Galleria, è ora il momento del Corridoio Vasariano dove hanno ritrovato il loro posto cinquanta sculture esemplari della ritrattistica romana.

C’è il busto di Cicerone, ci sono quelli degli imperatori Augusto, Antonino Pio, Commodo, e di alcune imperatrici come Sabina, consorte di Adriano, e Faustina, moglie di Antonino Pio. Sono tornati, nel nuovo allestimento di antichi busti greco-romani, ad impreziosire il tratto sul Ponte Vecchio del Corridoio Vasariano delle Gallerie degli Uffizi. Fino al al 1993 erano collocati nei tre principali corridoi al secondo piano della Galleria degli Uffizi rimossi perché in quell’anno fu stabilito di ricostituire l’arredo scultoreo del museo per come veniva illustrato dalle fonti iconografiche e documentarie della metà del XVIII secolo.

Simone Verde, Direttore delle Gallerie degli Uffizi © Ufficio Stampa Gallerie degli Uffizi

Tutti i ritratti quindi finirono nei depositi e, tra questi, anche le sculture accuratamente selezionate e acquistate dallo storico vicedirettore degli Uffizi Luigi Lanzi nel Settecento sul mercato antiquario per integrare la raccolta di antichità di ritratti imperiali negli ambienti vasariani. Ora tornano ad abbellire il Corridoio Vasariano in quel tratto che fa da collegamento tra la Reggia di Pitti e il complesso degli Uffizi, acquisendo però anche il significato di una fondamentale restituzione alla fruibilità cittadina. “Un ulteriore passo avanti, all’insegna del motto ‘Futuro nell’Antico’ – lo definisce il direttore delle Gallerie Simone Verde – per la valorizzazione del collezionismo archeologico mediceo, che agli Uffizi è presente con complessi esemplari come la Sala della Niobe, la serie di sculture dei corridoi ricomposta sulla scorta dell’ordinamento settecentesco, poi storicizzato, dall’allora vicedirettore della Galleria Luigi Lanzi e il progetto ambizioso e suggestivo, attualmente in corso, di ricostituzione dell’antico ricetto delle iscrizioni”.

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