Venerdì 2 Ottobre 2026

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Il Cinquecento a Ferrara alla corte degli estensi

3 min di lettura

Francesco Luteri detto Dosso Dossi San Girolamo, c. 1518-19 Olio su tela, cm 50,3 x 74,2 Vienna, Kunsthistorisches Museum

FERRARA – Il Cinquecento a Ferrara: Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso è la mostra che inaugura il secondo capitolo di un’esplorazione culturale e artistica più ampia, dal titolo Rinascimento a Ferrara. 1471-1598 da Borso ad Alfonso II d’Este. 

Proseguendo il percorso iniziato con Rinascimento a Ferrara: Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, l’esposizione, in programma dal 12 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025 a Palazzo dei Diamanti, si concentra sulla pittura del primo Cinquecento a Ferrara. Partendo dal passaggio di potere da Ercole I d’Este al figlio Alfonso nel 1505, si estende fino alla morte si quest’ultimo nel 1534. Committente di grande raffinatezza, Alfonso è noto per aver rinnovato sia gli spazi privati della corte sia quelli pubblici della città.

La sfida del ricambio artistico a Ferrara

Con la scomparsa di artisti come Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, Ferrara dovette affrontare la sfida di un ricambio artistico di alto livello. Già nel 1496, l’ingaggio di Boccaccio Boccaccino indicava una volontà di adottare uno stile più moderno, caratterizzato da linee più morbide e dolci. All’inizio del nuovo secolo, nacque una nuova scuola artistica, più aperta agli influssi esterni, con protagonisti Ludovico Mazzolino, Giovan Battista Benvenuti detto Ortolano, Benvenuto Tisi detto Garofalo e Giovanni Luteri detto Dosso.

Francesco Luteri detto Dosso Dossi Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù, c. 1523-24 Olio su tela, cm 112 x 150 Cracovia, Castello Reale di Wawel, Collezione Nazionale d’Arte
Francesco Luteri detto Dosso Dossi Giove pittore di farfalle, Mercurio e la Virtù, c. 1523-24 Olio su tela, cm 112 x 150
Cracovia, Castello Reale di Wawel, Collezione Nazionale d’Arte

I nuovi protagonisti del Cinquecento a Ferrara

Mentre Garofalo e Dosso sono ben noti al pubblico, la mostra segna un debutto significativo per Mazzolino e Ortolano, necessario per comprendere il variegato panorama della pittura ferrarese dei primi decenni del XVI secolo.

Tra i protagonisti di questa nuova stagione spicca il nome Ludovico Mazzolino (circa 1480 – circa 1528) che, formatosi sui modelli di Ercole de’ Roberti e del giovane Lorenzo Costa, sviluppa un linguaggio anticlassico influenzato dalla pittura e dalle incisioni tedesche, da Martin Schongauer ad Albrecht Dürer. Specializzato in quadri destinati al collezionismo privato, le sue opere raffigurano scene affollate di personaggi dai tratti quasi grotteschi, lontani dagli ideali di grazia ed equilibrio del Perugino e dei suoi seguaci.

Benvenuto Tisi detto Garofalo Sacra Famiglia, c. 1525-30 Olio su tavola, cm 53,3 x 81,1 Francoforte, Städel Museum
Benvenuto Tisi detto Garofalo Sacra Famiglia, c. 1525-30 Olio su tavola, cm 53,3 x 81,1
Francoforte, Städel Museum

Di tutt’altro genere è la pittura di Giovan Battista Benvenuti, detto Ortolano (circa 1480/85 – circa 1530) che, all’estro bizzarro di Mazzolino, oppone un naturalismo sincero e convinto. Le sue grandi pale d’altare, con un classicismo illuministico, sono veri capolavori. Ortolano produce anche numerosi quadri per la devozione privata, caratterizzati da ispirazioni raffaellesche e suggestioni venete, soprattutto nella rappresentazione del paesaggio.

Altro protagonista indiscusso è Benvenuto Tisi, detto Garofalo (1481 – 1559), principale interprete e divulgatore dello stile di Raffaello a Ferrara, con le sue pale d’altare presenti nelle chiese cittadine e i dipinti da cavalletto nelle collezioni private.

Artista di punta della corte ferrarese, sotto i governi di Alfonso I ed Ercole II, è Giovanni Luteri, detto Dosso (circa 1486 – 1542). Influenzato inizialmente da Giorgione e Tiziano, sviluppa uno stile personale colto e divertito, grazie alla sintonia con Alfonso I. Mentre Garofalo domina le commissioni ecclesiastiche, Dosso è il maestro delle imprese ducali, affrontando temi allegorici e mitologici spesso tratti dall’Ariosto.

Giovanni Battista Benvenuti detto Ortolano 
Adorazione dei Magi, c. 1527
Olio su tavola, cm 50,5 x 74
Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani Rocca
Giovanni Battista Benvenuti detto Ortolano Adorazione dei Magi, c. 1527 Olio su tavola, cm 50,5 x 74
Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani Rocca

Il mondo figurativo ferrarese

La mostra include anche opere di Domenico Panetti, Boccaccio Boccaccino, Lazzaro Grimaldi, Niccolò Pisano, il Maestro dei Dodici Apostoli e altri maestri, offrendo una panoramica completa della pittura cittadina del periodo.

Questi artisti, presenti insieme ad altri come Fra’ Bartolomeo, Romanino, Amico Aspertini e Albrecht Dürer, guideranno i visitatori attraverso una stagione ricca e diversificata, dove antico e moderno, sacro e profano, storia e fiaba si fondono in un mondo figurativo unico, definibile in una parola: ferrarese.

Vademecum

IL CINQUECENTO A FERRARA

Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso

Ferrara, Palazzo dei Diamanti

12 ottobre 2024 – 16 febbraio 2025

Mostra a cura di

Vittorio Sgarbi e Michele Danieli

con la direzione di

Pietro Di Natale

Informazioni e prenotazioni

tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it

www.palazzodiamanti.it

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