Venerdì 2 Ottobre 2026

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Fondazione Sabe per l’arte: fotografia e femminismi, dialogo tra generazioni di fotografe

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Lisetta Carmi, dalla serie I Travestiti, 1965-1970. Stampa gelatina bromuro d’argento, 18x24 cm. Martini & Ronchetti, courtesy Archivio Lisetta Carmi (1)

RAVENNA – Sabato 5 ottobre 2024, la Fondazione Sabe per l’arte inaugura la mostra collettiva FOTOGRAFIA E FEMMINISMI. Storie e immagini dalla Collezione Donata Pizzi, a cura di Federica Muzzarelli, Professoressa Ordinaria di Storia della Fotografia presso il Dipartimento delle Arti, Università di Bologna. Il progetto si inserisce nel contesto della ricerca accademica italiana sulla fotografia femminista, con la collaborazione del Gruppo di Ricerca FAF dell’Università di Bologna e il patrocinio del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna.

Giulia Iacolutti, dalla serie “Casa Azul”, 2017. Cianotipia su carta cotone Fabriano Rosaspina
Giulia Iacolutti, dalla serie “Casa Azul”, 2017. Cianotipia su carta cotone Fabriano Rosaspina

La Collezione Donata Pizzi e la fotografia femminista

La mostra offre uno spaccato di come la fotografia abbia contribuito a esplorare e ridefinire le identità femminili e i ruoli sociali negli ultimi cinquant’anni. Al centro dell’esposizione vi è la Collezione Donata Pizzi, che da anni sostiene e valorizza il lavoro delle donne nel campo della fotografia. Attraverso quattro temi chiave – Album di famiglia, Identità di genere, Stereotipi e spazi domestici, Ruoli e censure sociali – la mostra accosta le opere di artiste storicizzate come Liliana Barchiesi, Lisetta Carmi e Lucia Marcucci a quelle di autrici più giovani come Martina Della Valle e Alba Zari.

Moira Ricci, Carnevale a scuola elementare dalla serie 20.12.53-10.08.04, 2004-2014. Stampa Lambda, 12x12cm
Moira Ricci, Carnevale a scuola elementare dalla serie 20.12.53-10.08.04, 2004-2014. Stampa Lambda, 12x12cm

Dialoghi e continuità

L’esposizione si articola come un dialogo intergenerazionale, un montaggio parallelo che mette in evidenza le continuità e dissonanze nel modo in cui le donne fotografe hanno rappresentato se stesse e il mondo che le circonda. Un aspetto rilevante è la presenza di lavori iconici, come alcune maquette del volume “Ci vediamo mercoledì. Gli altri giorni ci immaginiamo” (1978), un manifesto della riflessione femminista nel campo delle arti visive.

Alessandra Spranzi, Tornando a casa #20, 1997. Stampa cromogenica, 24,5x36,5cm
Alessandra Spranzi, Tornando a casa #20, 1997. Stampa cromogenica, 24,5×36,5cm

La Fondazione Sabe per l’arte

Fondata nel 2021, la Fondazione Sabe per l’arte ha sede a Ravenna e si dedica alla promozione dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla scultura. Nel 2024, la Fondazione ha aperto le sue porte alla fotografia, esplorando le relazioni tra immagine e spazio, sia fisico che mentale. La direzione artistica è curata da Pasquale Fameli, con il supporto di un comitato scientifico composto da esperti dell’Università di Bologna e della Cattolica di Milano.

Vademecum

FOTOGRAFIA E FEMMINISMI

Storie e immagini dalla Collezione Donata Pizzi

A cura di Federica Muzzarelli

Sede Fondazione Sabe per l’arte | via Giovanni Pascoli 31, Ravenna
Periodo 5 ottobre – 15 dicembre 2024
Inaugurazione sabato 5 ottobre 2024, ore 11 
Orari giovedì, venerdì, sabato e domenica ore 16-19
Ingresso libero
Informazioni:
info@sabeperlarte.org | www.sabeperlarte.org

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