Venerdì 2 Ottobre 2026

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Dopo la censura di Canova su Facebook, Sgarbi propone l’assunzione di storici dell’arte

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ROMA – A scatenare l’ira del celebre critico d’arte, Vittorio Sgarbi (presidente della  Fondazione Antonio Canova), questa volta è stata la censura da parte di Facebook dell’immagine del gruppo scultoreo “Amore e psiche”, proprio di Antonio Canova.

“Inaccettabile che social network  popolari, danarosi e tecnologicamente avanzati come Facebook ed  Instagram non siano riusciti ancora ad oggi a trovare una soluzione  per distinguere una immagine porno da un’opera d’arte – ha tuonato il critico –  per questa  ragione, considerato che le censure si ripetono di continuo, ho deciso di promuovere un’azione legale per il danno che questa lacuna arreca  al mondo dell’arte e a tutti gli operatori (artisti compresi) che vi  lavorano. Sarà quella che in inglese definiscono una class action”.

“Il punto – ha spiegato Sgarbi – è proprio l’algoritmo: società stracolme di soldi, come Facebook, non possono affidare il  controllo delle inserzioni sull’arte a un algoritmo. L’algoritmo non  pensa, esegue. L’algoritmo non possiede conoscenza, ma applica dei  blocchi che prescindono da valutazioni di merito. Ecco perché una  scultura del Canova viene paragonata al culo di una Valentina Nappi  qualsiasi: un orrore estetico, un oltraggio al nostro patrimonio  artistico”. “Basterebbe assumere giovani storici dell’arte”. – Ha sottolineato il critico –  “Facebook  farebbe un’opera meritoria e potrebbe vantarsi di promuovere l’arte  invece delle stronzate (per non dire delle bufale) pubblicate ogni  giorno da milioni di utenti nulla facenti. Il paradosso dei social  network è che bloccano le opere d’arte ma non le notizie false” – ha concluso.

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