Venerdì 2 Ottobre 2026

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Jago into the White: dopo il Tribeca Film Festival il film nelle sale italiane

2 min di lettura

NEW YORK – Arriva in anteprima mondiale al Tribeca Film Festival 2024 (5-16 giugno) Jago into the White, il nuovo film di Luigi Pingitore che racconta la vita, i viaggi, i sogni e le ambizioni del giovane scultore italiano Jago, già celebrato a livello mondiale come il nuovo Michelangelo. Dopo la presentazione a Tribeca, il film sarà nelle sale italiane solo per due giorni, il 18 e 19 giugno, come primo evento della Stagione 2024 OFF della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. L’elenco delle sale sarà presto disponibile su nexodigital.it.

La solitudine creativa di Jago a Napoli

Jago Into the White documenta due anni intensi della vita di Jago, a partire dal suo trasferimento da New York a Napoli. Immerso nella solitudine, Jago lavora giorno e notte alla creazione della sua nuova scultura: una versione moderna e personale della Pietà. Durante questo periodo, l’artista instaura un rapporto di amore e odio, desiderio e paura con il blocco di marmo, dedicandosi anima e corpo a un’opera che diventa una riflessione sulla sua stessa esistenza e creatività.

JAGO INTO THE WHITE Foto Enzo De Marino

Jago, una pop star contemporanea

Pur seguendo le orme dei grandi maestri del Rinascimento, con oltre un milione di follower sui social media, Jago è una pop star contemporanea. Instancabile viaggiatore e imprenditore innovativo sfida le regole dell’arte contemporanea per creare un nuovo modo di approcciare e raccontare l’arte.

Jago secondo Luigi Pingitore

Il regista Luigi Pingitore descrive il progetto con queste parole: “A dispetto del cliché romantico dell’artista tormentato e alienato, Jago dimostra che vita e arte non devono viaggiare separati. L’arte è un esercizio di immaginazione su ciò che possiamo diventare. Sin dai primi ciak, mi ha colpito il rapporto quasi agonistico che Jago ha con il marmo. Il suo è un lavoro fisico e spirituale, un’odissea in cui maestria tecnica e sudore sono sullo stesso piano. È come se quella chiesa nel cuore di Napoli fosse diventata un ring, e il marmo il suo avversario. Il percorso per arrivare alla statua diventa più importante dell’opera stessa, simile alla luce che ci arriva solo anni dopo l’esplosione di una stella. Abbiamo cominciato a girare poche settimane dopo il primo lockdown, e per tre anni ho cercato di catturare la vera essenza dell’uomo Jago, oltre l’immagine proiettata sui social”.

La visione di Jago

Jago stesso aggiunge: “Vorrei che gli spettatori vedessero questo film come una storia parallela. Non solo la mia vita e la mia opera, ma anche l’avventura di un regista che ha realizzato un’opera in totale indipendenza, riflettendo la mia stessa storia di artista forgiata nel sacrificio. ‘Into the White’ è un viaggio condiviso, una magnifica lezione di scultura. Oggi sono animato da un senso di gratitudine per aver avuto la possibilità di conoscermi attraverso gli occhi di qualcun altro”.

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