Venerdì 2 Ottobre 2026

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Basilica Palladiana di Vicenza: Pop e Beat italiani degli anni ’60 e ’70

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Enrico Baj, Coppia -1963 Collezione privata, Courtesy Giò Marconi

VICENZA – L’artista Roberto Floreani presenta un inedito progetto espositivo, una mostra «viva e comprensibile» che riporta nella collettività «la leggerezza e la propositività sociale degli anni ’60 e ’70». Ideata e curata da Floreani per il Comune di Vicenza e Silvana Editoriale, la rassegna porta negli spazi della Basilica Palladiana di Vicenza, dal 2 marzo al 30 giugno 2024, opere provenienti dai principali musei, gallerie e collezioni private nazionali.

Renato Mambor, Natura morta e materia, 1966, collezione privata, Firenze – courtesy Tornabuoni Arte

Pop e Beat: un sentire comune 

Per la prima volta, le generazioni Pop e Beat italiane vengono raccontate ed esposte insieme, quali testimonianze di un sentire comune legato a una visione ottimistica del futuro e all’impegno movimentista del Sessantotto.

La mostra svela l’unicità propositiva della Pop italiana in Europa, evidenziando le differenze sostanziali e l’autonomia degli artisti rispetto a quelli americani.

Grandi nomi e grandi formati

La sezione Pop presenta opere di trentacinque artisti, privilegiando i grandi formati, spettacolarizzati da un’ampia sezione di sculture. Tra gli artisti troviamo Valerio Adami, Franco Angeli, Pino Pascali e Michelangelo Pistoletto, Renato Mambor, Giosetta Fioroni, Mario Schifano, solo per citarne alcuni. L’atmosfera Beat, sarà garantita dalla musica dell’epoca.

Un viaggio dalla libertà al declino

Il progetto di Floreani ricontestualizza la natura della Pop e della Beat italiane seguendo un percorso che dalla «libertà di sognare» approda alla fine del sogno degli anni di piombo. La mostra rivela così la disillusione e la diffusione delle droghe pesanti, messe in scena con onestà e crudezza nel Festival di Castelporziano nel 1979.

Vicenza, laboratorio culturale

Grazie all’impegno dell’assessorato alla cultura, al turismo e all’attrattività della città, Vicenza si conferma un autentico laboratorio culturale. Eventi collaterali coinvolgeranno luoghi monumentali della città, insieme a iniziative nelle scuole e collaborazioni con importanti istituzioni culturali.

La mostra, pensata come una grande festa collettiva, è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale. 

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