Venerdì 2 Ottobre 2026

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Metamorfosi, la scultura contemporanea al Museo d’arte Mendrisio

3 min di lettura

Metamorfosi è il titolo dell’esposizione collettiva, curata da Daniele Agostini, visitabile fino al al 25 giugno 2017 al Museo d’arte Mendrisio. In mostra 24 artisti, alcuni noti altri meno, provenienti da vari paesi del mondo che, attraverso sculture e installazioni, offrono al visitatore uno spaccato della scultura contemporanea, trasformando il museo in una sorta di camera delle meraviglie. Le opere, infatti, non sono raccolte secondo un criterio scientifico, ma proposte proprio come il frutto di un accumulo collezionistico di eredità cinquecentesca. Si tratta dunque di un viaggio attraverso forme complesse, labirintiche, molecolari, spesso indefinibili nella loro bizzarria ed eccentricità, a metà strada tra il naturale e l’artificiale. Forme in divenire, in trasformazione, estroflesse e introflessa, che restituiscono appunto l’idea di metamorfosi. Da qui la scelta del titolo che può far riferimento al mondo naturale, ma anche allo sviluppo formale, può riferirsi al corpo umano, oppure alla mutazione delle cose da un materiale a un altro. 

Il percorso della mostra, disegnato con la collaborazione degli artisti, appositamente per gli spazi del  Museo  d’arte Mendrisio, con l’intento di creare un discorso fluido e continuo, si apre nel grande  salone  d’entrata  con l’opera  di Carlo Borer. La rassegna apre con  un enorme  cuore  pulsante di materiale tessile lungo otto  metri che si anima grazie a un meccanismo  del tutto simile all’organo umano, e prosegue tra le concrezioni in argilla e lacca  di Julia Steiner,  per passare  alle costellazioni ornate  di fiori e materiali plastici di  Gerda  Steiner &  Jörg   Lenzlinger, alle  viscere tradotte in  porcellana da Ai Weiwei, ai cristalli in vetro  acrilico di Alan Bogana,  ai coralli in cemento di Christian Gonzenbach,  alle  forme   in  vetro   multicromatico  di  John Armleder,  ai  fiori  oscuri  e scarlatti di Luisa  Figini e Rolando Raggenbass, agli alveari lignei di Mirko  Baselgia, agli elementi  vegetali  di  Christiane Löhr,  alle  creature in  legno e  terracotta  d’ispirazione biologica di  Lorenzo  Cambin, ai  due  cervelli gemelli in terracotta di  Claudia Losi,  ai percorsi sotterranei di Meret Oppenheim, alle forme  sinuose e dinamiche di Tony Cragg  e Jean  Arp,  alle creazioni erotico-vegetali di Serge  Brignoni, alle costellazioni luminose in fili d’acciaio di Penelope Margaret  Mackworth-Praed, alle  porzioni di  lava  artificiale di Julian Charrière, ai funghi bronzei e ai cuori di zucca  in silicone di Lupo Borgonovo, alle strutture molecolari in gesso di Selina Baumann, alle ramificazioni in acciaio cromato di Loris Cecchini,  alle  metafore  naturalistiche  di  Teres Wydler,  concludendo  con  due installazioni in contrapposizione:  l’aerea, filiforme moltitudine di meduse creata da Benedetta Mori Ubaldini e la composizione materica in ferro  e camere  d’aria di Matteo Emery. 

Il catalogo che accompagna la mostra contempla  una  presentazione della rassegna,  schede  critico-biografiche  dei singoli artisti, tavole con le opere in mostra e fotografie delle sculture negli spazi del Museo d’arte Mendrisio.

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