Venerdì 2 Ottobre 2026

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Ai Musei San Domenico di Forlì una mostra indaga la figura misteriosa di Maria Maddalena

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FORLI’ –  Chi era davvero la Maddalena? Ad indagare sulla figura misteriosa e travisata di Maria Maddalena è la mostra ospitata nelle sale dei Musei San Domenico a Forlì, dal 27 marzo al 10 luglio 2022. Si tratta di Maddalena. Il mistero e l’immagine a cura di Cristina Acidini, Fernando Mazzocca e Paola Refice, un’esposizione che riunisce oltre 200 opere di grandi artisti dal III sec. a.C. al Novecento. 

«Maddalena – afferma il  direttore  delle grandi mostre  della Fondazione Cassa   dei   Risparmi di  Forlì, Gianfranco  Brunelli – è il maggior  mito  femminile della storia  dell’arte.  La venere cristiana. L’esposizione forlivese racconta come la nostra  storia, la nostra  cultura occidentale, attraverso i maggiori capolavori dell’arte, abbia catturato l’antica discepola di Gesù e ne abbia fatto in ogni tempo il proprio emblema. In fondo ciascun tempo si è identificato in lei. Siamo Maddalena».

Spiega la curatrice Cristina Acidini relativamente alla figura di Maddalena: «È la peccatrice  pentita  dai lunghi capelli e dalle belle vesti, panneggiata di rosso. È la pia donna dolente. È la premurosa mirrofora, simbolo della cura per il corpo amato in vita e in morte. È la penitente  votata  alla meditazione. Nella sua solitaria  maestà, ella impersona  davvero la patrona di tutte  le numerose istituzioni, ecclesiastiche e civili, che in Europa s’erano venute costituendo in suo nome per l’accoglienza a donne traviate, sia redente sia da redimere».

Mentre Fernando Mazzocca precisa che «Dopo Batoni e Mengs, sarà Canova ad impadronirsi di questo tradizionale e seducente soggetto pittorico per dimostrare, in una esaltante sfida tra la pittura e la scultura, le possibilità di quest’ultima di estendere  i propri  confini espressivi e riuscire a rendere  effetti cromatici  e luminosi che gli sembravano   preclusi.  La Maddalena  di Canova,  vera  e propria   opera  di culto  in epoca romantica, ha avuto una enorme popolarità e ha suggestionato molti pittori e scultori. Sul modello canoviano  sarà  con Hayez che il soggetto  della Maddalena  riprende  un nuovo slancio  entrando  in  una   dimensione assolutamente  profana,   quale emblema   di  una femminilità  moderna e provocante, che non aveva timore  di esibirsi in tutta la sua carica erotica, ma anche sentimentale legata al motivo romantico  della meditazione  e della malinconia».

«Maria di Magdala – la Maddalena – è tra le figure più rappresentate nella storia dell’arte.  – Sottolinea la curatrice Paola Refice  – Giovanni (20, 11-18), ripreso dall’esegesi dei Padri della Chiesa, la testimonia  unica protagonista della scoperta  della Resurrezione e del suo annuncio agli apostoli. Eppure le molteplici iconografie che ne personificano il nome rispecchiano  una tradizione  complessa e contraddittoria. I Vangeli la citano in Galilea, tra le donne al seguito di Gesù e ancora  sul Calvario e poi alla tomba vuota del Risorto, insieme a Maria, madre di Giacomo, e a Maria Salome. Con le Pie donne compare nelle prime rappresentazioni dell’arte cristiana. Ma l’iconografia non si modella sulle fonti primarie  quanto,  e soprattutto,  è dalla  miriade  di testi  canonici  e apocrifi  che nasce e si diffonde in Oriente e in Occidente. Nel frattempo, con un impulso ancor maggiore, si forma dalle stesse immagini, che si diffondono, perpetuano sé stesse e danno il via a un’infinità di varianti».

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Il percorso espositivo 

Quello di Maria Maddalena è un mistero ancora irrisolto, ma sicuramente molto affascinante. La fortuna artistica del personaggio inizia nel Medioevo fino ad arrivare a nostri giorni, arricchendosi di elementi leggendari, mutuati anche dallo sviluppo della devozione nei suoi confronti.

Il percorso si sviluppa in 12 sezioni, dall’ex Chiesa del San Giacomo fino alle grandi  sale del primo  piano  che costituirono la biblioteca  del Convento  di San Domenico, che  comprendono straordinari esempi di pittura, scultura, miniature, arazzi, argenti e opere  grafiche, dal  Cratere apulo con morte di Meleagro  (360-340 a.C. ca.) del Museo Archeologico di Napoli a  La deposizione dalla croce  (1968-1976) di Marc Chagall del Centre  Pompidou di Parigi; dal  Noli me Tangere  del  Veronese  proveniente dal Musée de Grenoble  a quello di  Graham Vivian Sutherland  della Pallant House Gallery di Chichester. Tra le  opere in mostra anche  Acceptance  di  Bill Viola  e  alcuni capolavori di  Antonio Canova  e  Francesco Hayez  che più volte si dedicarono a questo soggetto. 

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Tra le opere in mostra  ricordiamo quelle di  Donatello,  Andrea Della Robbia, Giovanni Bellini, Tiziano Vecellio, il Tintoretto, Annibale Carracci, Lorenzo Lippi, Guercino, Artemisia Gentileschi, Guido Reni, Anthon Raphael Mengs, Jòzef Wall, Eugène Delacroix, Arnold Böcklin, Gaetano Previati, Fausto Melotti, Giorgio De Chirico e Renato Guttuso, solo per citarne  alcuni.

Il progetto di allestimento, sviluppato dallo Studio Lucchi & Biserni, si sussegue  nei diversi spazi con soluzioni  espositive spettacolari, che hanno  il pregio di valorizzare al meglio le opere  esposte, mantenendo quell’atmosfera contemplativa consona  al tema trattato dalla mostra.

Ideata e realizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì e i Musei San Domenico, la mostra si avvale di un prestigioso comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci e della direzione generale di Gianfranco Brunelli. Il progetto espositivo è corredato da un catalogo edito da Silvana Editoriale.

Maddalena & Digital Experience

In occasione  della  mostra Fondazione  Cassa  dei  Risparmi di  Forlì e Jump,  azienda creativa   digitale,  hanno  ideato  un’applicazione  per  rendere la  mostra un’esperienza unica, indimenticabile ed interattiva, “dando vita” ai capolavori  esposti. Scaricando  l’app MaddalenaAR  sul proprio cellullare  sarà  possibile, grazie alla realtà aumentata, animare alcuni quadri in mostra: basterà inquadrare le opere contrassegnate dall’apposito simbolo con la fotocamera per godere  della potenza dell’arte attraverso la magia del digitale.

Vademecum

MADDALENA

IL MISTERO E L’IMMAGINE

La nuova grande mostra ai Musei San Domenico di Forlì

a cura di Cristina Acidini, Fernando Mazzocca e Paola Refice

dal 27 marzo al 10 luglio 2022

Musei San Domenico

P.le Guido da Montefeltro 12, Forlì

Per informazioni e prenotazioni 

tel. 0543.36217 

mostraforli@tosc.it 

www.mostramaddalena.it

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