Venerdì 2 Ottobre 2026

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Mondrian al MUDEC di Milano: dalla figurazione all’astrazione 

5 min di lettura

MILANO – L’evoluzione artistica di Piet Mondrian (1872-1944) è al centro della mostra ospitata fino al  27 marzo 2022 al  MUDEC di Milano. 

Come sottolineato dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala: “Il passaggio dalla raffigurazione dei paesaggi olandesi, che caratterizza le sue prime opere, a forme sempre più stilizzate, fino all’estrema astrazione dei suoi lavori più noti, rende evidente l’evoluzione del suo stile in tutta la sua profondità concettuale e filosofica. Contemplare i capolavori esposti al Mudec è un modo per avvicinarsi in modo consapevole a quel processo di scomposizione e ricomposizione della realtà che Mondrian ha affinato negli anni con rigore quasi matematico, in un costante percorso di ricerca di equilibrio e perfezione, formale e cromatica, che rende unica e inimitabile la sua opera”. 

Piet Mondrian (1872-1944)  Piccola casa al sole  1909  Olio su tela  Kunstmuseum Den Haag 

Concepita dal direttore del Kunstmusem Den Haag, Benno Tempel, con la curatela di Daniel Koep, Head of Exhibitions, e di Doede Hardeman, Head of Collections, l’esposizione analizza, attraverso un cospicuo corpus di opere perlopiù provenienti dallo stesso Kunstmusem che ne detiene la più importante collezione,  il processo evolutivo che portò Mondrian dalla  figurazione all’astrazione, dalla tradizione del paesaggio olandese allo sviluppo del suo stile unico. 

Piet Mondrian. Dalla figurazione all’astrazione, esibendo dipinti che coprono tutte le fasi della carriera artistica del maestro olandese e argomentandone il passaggio dalla pittura figurativa all’astrattismo, presenta Mondrian come uno dei più importanti coloristi del suo tempo e uno dei maggiori maestri della pittura novecentesca. La mostra, suddivisa in diverse sezioni tematiche, invita il visitatore a scoprire i capolavori di Mondrian secondo una diversa e inusuale chiave di lettura. 

Dal realismo figurativo al realismo astratto

Dai piatti paesaggi olandesi alla rappresentazione fedele della natura, Mondrian inizia pian piano a sperimentare la possibilità di ridurre il mondo che lo circonda alla sua essenza assoluta: un ritmo di piani, colori e linee. Il soggiorno parigino del 1912, quando ormai l’artista aveva quasi quarant’anni, lo induce a seguire le orme del cubismo di Pablo Picasso e Georges Braque e alla realizzazione di paesaggi perlopiù grigi. Questa direzione lo conduce a ridurre il suo linguaggio espressivo a nient’altro che linee rette, colori primari e piani rettilinei. Fu l’inizio del Neoplasticismo. 

Piet Mondrian (1872-1944)  Paysage (Paesaggio)  1912  Olio su tela  Kunstmuseum Den Haag 

Mondrian rimase tuttavia sempre nel solco della tradizione della pittura realista olandese. Nelle sue prime opere fu un realista figurativo e come – amava dire – nelle opere più tarde, un realista astratto. Nel 1942 dichiarò: “Per me non c’è differenza tra i primi e gli ultimi lavori: fanno tutti parte della stessa cosa. Non sento la differenza tra il vecchio e il nuovo nell’arte come tale, ma come continuità”. 

L’effetto Mondrian sul design

La fase neoplastica di Mondrian ha avuto un notevole effetto anche sul mondo del design e della moda, basti pensare alla collezione-tributo di Yves Saint Laurent del 1965. 

La mostra presenta tre risvolti dell’ ‘Effetto Mondrian’, a cura della storica del design Domitilla Dardi:  la relazione tra De Stijl e Gerrit Rietveld, autore della poltrona Red and Blue, raccontata attraverso le riedizioni filologiche di Cassina, con i prototipi originali dei primi anni ’70 dai quali è poi scaturito il successo della celebre icona; la fortuna critica di Mondrian nella cultura artistica italiana, con i materiali che illustrano la prima personale del 1956 allestita da Carlo Scarpa alla GNAM di Roma, vero omaggio del maestro italiano al genio olandese;  l’influenza del “pattern Mondrian” sugli autori contemporanei, come nel contenitore-tributo di Shiro Kuramata prodotto da Cappellini.

Mondrian e la musica 

Mondrian fu un appassionato di jazz e trovò molte analogie tra i suoi quadri e le jazz band: gli uni e le altre fortemente organizzati, lasciavano spazio anche alla rottura e all’improvvisazione. Mondrian aveva trovato, insomma, nel jazz l’equivalente musicale del neoplasticismo.

La videoinstallazione presente in mostra illustra in maniera suggestiva il rapporto tra le opere neoplastiche di Mondrian e la musica, amplificando nel visitatore le possibili chiavi di lettura della poetica di Mondrian declinate non solo nella dimensione spaziale, sicuramente più vicina e immediata all’espressione pittorica, ma anche nella dimensione musicale. 

Accompagna la mostra un catalogo omonimo edito da da 24 ORE Cultura. 

Vademecum

Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56) 

DATE 24/11/2021 – 27/03/2022 

ORARI Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 10.00 ‐ 19.30 | Gio, Sab 10.00‐22.30 

Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura. 

BIGLIETTI Intero € 14 

Ridotto € 12 

INFOLINE: tel. 02/54917 (lun-ven 10.00-17.00) 

mudec.it 

c.museoculture@comune.milano.it 

Per conoscere gli orari di visita aggiornati, le modalità di ingresso in mostra e i protocolli di sicurezza usati all’interno del museo per il controllo e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 controllare sempre sul sito mudec.it | info@mudec.it. 

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